martedì 3 maggio 2016

Sentire, ascoltare /144

«...Però il freddo non deve essere stato insopportabile, perché altrimenti la gente del Medioevo avrebbe indossato camicie da notte invece di andare a letto nuda come ce la fanno vedere numerose illustrazioni. L'intimità a letto apparve anzitutto in Italia, fra le classi elevate; ma il desiderio di essa andò sviluppandosi lentamente; ancora nel Seicento, spesso le serve dormivano su brande ai piedi del letto del padrone e della padrona. Finché non fu inventato il letto a cortine, i rapporti sessuali devono essersi svolti soprattutto sotto le coperte e, sia che il letto fosse fornito o no di tende, nell'oscurità. ...la passione erotica esercitava più attrattive nel giardino o nel bosco, nonostante le stoppie, i gambi pungenti o gli insetti, che non in casa, sopra un letto dove il materasso di paglia o di piuma aveva sempre un certo odore stantio di umidità e di muffa. Per gli amanti, nella casa medievale, i mesi invernali devono essere stati una ampia coperta umida. Una interminabile successione di gravidanze punteggiava la vita coniugale di tutte le donne che non fossero sterili, e portava molte di esse ad una tomba prematura. Non c'è da meravigliarsi che la verginità fosse considerato uno stato ideale».
“La cultura delle città” di Lewis Mumford, Edizioni di Comunità, Torino, 1999